Studi sugli anfibi: metodologie di campionamento e di studio

Per la cattura degli esemplari si è scelto un metodo utilizzato da molti erpetologi in una varietà di habitat temperati: il metodo è denominato "Drift fancing". Si tratta di dispositivi composti da barriere che convogliano gli animali in trappole a caduta posizionate tra i segmenti delle barriere stesse. Per ogni sito abbiamo posizionato 10 trappole a caduta distanziate 5 m l'una dall'altra. La barriera, nella totalità, risultava lunga 55 m (modello di trappola a caduta). Le trappole consistono in coni di PVC inserite nel terreno fino all'orlo che impediscono all'animale catturato di risalire in superficie. Una volta aperte, le trappole devono essere controllate e svuotate ogni giorno onde evitare che gli esemplari catturati muoiano predati o annegati in caso di pioggia (nel caso di esemplari molto giovani). Questo tipo di campionamento assicura la raccolta di dati su molti aspetti interessanti dell'ecologia degli anfibi ed essendo le trappole operative per l'intero arco del giorno, permettono di intercettare i movimenti degli anfibi anche nelle ore in cui sono più attivi.

I campionamenti si sono prolungati per due anni anche se non in modo ininterrotto: per ogni anno le trappole sono state attivate dal mese di marzo fino ad ottobre e, in ogni mese, per un periodo di 7-10 giorni.

Le specie catturate nel corso della ricerca sono state 6: il tritone punteggiato (Triturus vulgaris), il rospo comune (Bufo bufo), il rospo smeraldino (Bufo viridis), la raganella (Hyla intermedia), la rana di Lataste (Rana latastei) e la rana verde (Rana lessonae). Particolare attenzione è stata rivolta alla rana di Lataste, essendo una specie endemica della pianura Padano-Veneta.

Al termine della ricerca avevo raccolto 849 esemplari con un numero maggiore di catture nel mese di giugno e minore in febbraio. Le specie dominanti nella ricerca sono state B. bufo (122 esemplari), R. latastei (355 esemplari) e R. lessonae (346 esemplari). Il basso numero di catture relativo alle altre specie non è attribuibile alla scarsa abbondanza all'interno delle comunità, ma al metodo di campionamento che predilige le specie più terragnole.

Le ricatture sono state individuate grazie al taglio del primo dito dell'arto anteriore sinistro, successivamente ricoperto con pomata antibatterica per evitare possibili infezioni. Gli esemplari catturati sono stati inoltre misurati (lunghezza apice del muso - cloaca) e pesati. Nelle apposite schede da campo venivano inoltre indicati il sesso (quando riconoscibile) e l'età (neometamorfosato, subadulto, adulto). Nel caso di R. latastei, le dita prelevate nella marcatura e gli esemplari trovati morti sono stati conservati in alcool 70° per una futura identificazione dell'età precisa attraverso analisi scheletocronologica.
Per ogni giorno di campionamento sono stati associati i dati meteorologici rilevati dal Centro Sperimentale Idrologia e Meteorologia del Dip. di Agrometeorologia di Teolo (Padova) della Regione Veneto. Alla fine del lavoro pratico, sono stati messi in relazione tra loro vari tipi di dati e parametri che, attraverso l'uso di grafici e di analisi statistiche, mi hanno permesso di trarre importanti conclusioni.



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