Studi sugli anfibi: altre osservazioni e conclusioni

I parametri climatici che hanno dimostrato di incidere maggiormente sui ritmi di attività degli anfibi sono le temperature dell’acqua, dell’aria e del suolo. Per gli adulti delle 3 specie indagate la correlazione è risultata negativa (all’aumentare delle temperature diminuisce il numero di individui catturati).

La sensibilità nei riguardi delle temperature è particolarmente evidente durante i mesi più caldi
: se da un lato temperature troppo basse possono determinare un ritardo nell’uscita degli adulti dopo il periodo di svernamento, dall’altro alte temperature estive aumentano il rischio di disidratazione inducendo gli animali a rimanere in luoghi riparati e umidi.


Per i neometamorfosati la correlazione con le temperature è risultata opposta (positiva) rispetto a quella degli adulti. Nel caso specifico della rana di Lataste la temperatura dell’acqua risulta essere determinante per lo sviluppo dei girini, condizionando l’anticipo o il ritardo della metamorfosi, ma anche per gli adulti che escono dallo svernamento per la riproduzione solo quando le temperature dell’acqua sono adatte alla deposizione delle uova.

Per l'assenza di Rana dalmatina, segnalata da R. Pollo in zone limitrofe al Brusà, si può ipotizzare un meccanismo di esclusione competitiva con R. latastei, anche se non esistono studi concordanti al riguardo; si potrebbe semplicemente trattare di differenti esigenze di habitat essendo R. latastei più igrofila. Anche per l'assenza del rospo smeraldino (B. viridis) si può supporre un'esclusione competitiva con Bufo bufo.

Vari fattori antropici (riduzione dell'ambiente palustre, inquinamento chimico delle acque, uso di fertilizzanti nei vicini campi coltivati) stanno negli anni riducendo in modo massiccio il numero di anfibi nelle aree circostanti l'oasi Brusà. La riserva sta quindi diventando l'unico rifugio possibile per questi animali, oltre che per molte altre specie animali e vegetali. Da qui l'assoluta necessità di preservare intatta questa zona umida e di potenziarne molte altre sparse nel territorio.

Solo un'accurata conoscenza degli habitat elettivi di ciascuna specie e delle loro specifiche esigenze potranno fornire informazioni utili sulla giusta gestione della riserva negli anni avvenire.



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