Studi sulle piante: introduzione

Mauro Pellizzari, Francesca Piubello Università di Ferrara, Dipartimento delle Risorse Naturali e Culturali.

E' stata studiata la flora del biotopo formato dalla Palude Brusà e dall'area delle Vallette, in Comune di Cerea (VR), che si caratterizza come una delle più importanti zone umide relitte del Veronese. La flora tracheofitica, ricavata da indagini di campagna del periodo 2001-2002, ammonta a 308 specie, in gran parte tipiche degli ambienti umidi di pianura. Tra le specie più significative si citano Cardamine pratensis L. subsp. matthioli (Moretti) Nyman, Cucubalus baccifer L., Lemna minuta H., B. et K., Nuphar luteum (L.) S. et S., Nymphaea alba L., Rumex hydrolapathum Hudson. Il confronto con la flora della vicina Palude del Busatello mostra una biodiversità nettamente superiore, frutto della varietà di ambienti inclusi nel biotopo.

La Palude Brusà, sita nel Comune di Cerea, nella parte sud della Provincia di Verona, rappresenta una delle più ampie aree paludose sopravvissute alle opere di bonifica che hanno condotto all’attuale assetto del Basso Veronese (MARCHIORI e SBURLINO, 1986). Il territorio comunale, compreso nella fascia che scorre parallela al fiume Menago, è un’area alluvionale, originatasi dall’accumulo di sedimenti trasportati dai ghiacciai e dai corsi d’acqua atesini quaternari che hanno colmato le depressioni lagunari preesistenti (FERRI, 1991). Il limite tra i sedimenti grossolani dell’alta pianura e quelli fini della media-bassa è marcato dalla “linea dei fontanili o delle risorgive”; da una di queste ha origine il Fiume Menago, che attraversa il territorio con direzione nord-sud per 42 Km, e confluisce nel Tartaro-Canal Bianco (SCOLA GAGLIARDI, 1993).

Dal punto di vista geomorfologico, l’area, compresa tra i fiumi Po, Mincio ed Adige, corrisponde ad un solco vallivo creato da un ramo dell’Adige, in seguito abbandonato e occupato dalle acque del Menago, la cui altitudine varia da 15.04 m a 11.00 m s.l.m. (POLLO, 1990).

Il bacino del Menago è caratterizzato da terreni poco compatti, costituiti da sabbia e ghiaia: da Villafontana alle Porte di Cerea vi è una depressione delimitata da due conoidi sabbiosi, con banchi di sostanza organica, mentre la zona successiva è costituita da terreni argillosi. Nel Medioevo il Menago si distendeva in ampi meandri, da cui tracimava formando aree di impaludamento. Nel tempo le progressive sedimentazioni di materiale organico, derivato dalla decomposizione delle piante palustri in ambiente anaerobico, hanno determinato la formazione di un substrato di materiale torboso che in certe aree supera i 14 metri di profondità (DE TOGNI, 1998).

La falda freatica è in equilibrio con il livello dell’Adige in tutta l’area; a Cerea l’acquifero superiore freatico si trova nelle sabbie della parte superficiale a circa 3-4 m dal piano di campagna (MORIN,1993).

L’estensione della Riserva Naturale Comunale “ Palude Brusà” è di circa 148 ha. La riserva si può suddividere in due aree disgiunte tra loro:

1) Le Vallette – Valle Brusà (117 ha ca.) che presentano una configurazione poligonale allungata irregolare con asse nord-sud;

2) Cave di “Castagnon” in loc. Piletta (31 ha ca.), un’area che presenta 7 specchi d’acqua, formatisi in seguito all’estrazione della torba a fini agricoli, lasciati allo stato naturale e contornati da macchie boscose.

Oggi la Riserva Brusà – Vallette è inserita tra gli ambiti naturalistici della Regione Veneto e proposta quale S.I.C. col codice BIT3210016 (Comune di Cerea, Relazione 1).

La zona è inserita nel compartimento climatico temperato – umido della Regione Padana, caratterizzato da stagioni nettamente differenziate con estati calde ed inverni rigidi, da elevata umidità atmosferica e precipitazioni moderate, più frequenti in autunno e primavera.

Le temperature medie annuali si aggirano intorno ai 13-14°C. L’escursione termica annua supera i 20°C; le temperature medie mensili dell’aria e del suolo hanno andamento abbastanza regolare, con un solo minimo a gennaio e un solo massimo ad agosto.

Le caratteristiche climatiche sono espresse dalla quantità e distribuzione delle precipitazioni, estremamente variabili, con un minimo medio annuo di mm 650 - 700. La stagione più piovosa è quella autunnale, mentre quella più secca è l’invernale. L’umidità atmosferica è molto elevata (media annua 80.75%) con i valori più alti nel periodo autunnale – invernale.

Dai dati relativi alle stazioni padano-venete più vicine (Mantova e Monselice) il bioclima della zona interessata risulta temperato a influenza continentale, subumido (BIONDI e BALDONI, 1994).



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