AREA DI STUDIO
- L’area in cui si è svolta la ricerca si trova all’interno della Riserva Naturale Palude Brusà – Vallette (Località “Le Porte” codice INFS 46950 (45° 10’ 13,69” lat. N; 11° 13’ 10,6” long.E) nel territorio comunale di Cerea (VR).
- La Riserva si trova ad un’altidudine di 13 m s.l.m. e occupa una superficie di circa 117 ettari. Si tratta di un biotopo palustre d’acqua dolce con suolo torboso, formatosi su un tratto del paleoalveo del F. Menago. La vegetazione è costituita da estesi canneti a Typha spp. e Phragmites communis, da cariceti a Carex spp. e Cyperus spp. di limitata estensione, e da lembi di bosco igrofilo a Salix spp., Populus spp., Sambucus nigra, Cornus sanguinea, Crataegus monogyna (Pollo e Ferrarese, 2007)
- Per la posizione delle reti è stata scelta un’area di circa 3 ettari dotata di una certa varietà di microambienti; una zona vicina ad uno specchio d’acqua con profondità media dell’acqua di circa 60 cm in cui prevale il Fragmiteto ma sono presenti anche lembi di Cariceto e una fascia di arbusti igrofili a Salix alba, Sambucus nigra, Cornus sanguinea allineati lungo un corso d’acqua.L’altezza media della vegetazione è intorno ai 3 metri.
La localizzazione geografica della Riserva Naturale Brusà- Vallette. L'area di studio è evidenziata con la linea verde.
METODOLOGIA
- La metodologia utilizzata è quella indicata per il PR.I.S.CO.
Nel periodo 2002 – 2007 nell’area di studio sono state posizionate reti mist nets alte 2,40 metri della lunghezza di 10 metri composte di 4 sacche con maglia di 16 mm lungo 3 - 4 transetti per una lunghezza totale di circa 110 metri. Il numero e la posizione delle reti sono stati rimasti costanti durante tutto il periodo di studio salvo che per la stagione 2007 in cui le reti sono state spostate di una trentina di metri a causa di lavori di manutenzione della riserva.
- Le catture sono state effettuate durante ogni decade nel periodo maggio-agosto, per un totale di 12 sessioni di cattura all’anno. Durante ogni sessione le reti venivano aperte per 6 ore, generalmente dalle 6 alle 12. Sino ad ora sono state effettuate 72 sessioni con uno sforzo di cattura di 432 ore.
-Gli individui catturati sono stati suddivisi in due classi di età: giovani e adulti. Con il termine “giovani” si intendono gli individui nati nella stagione riproduttiva dell’anno solare in corso in base ai criteri indicati da Svensson (1993). Per quanto riguarda l’attribuzione del sesso sono state considerate “femmine certe” gli individui adulti catturati almeno in un’occasione con evidenze di placca di incubazione.
- Ogni uccello catturato è stato inanellato con anelli metallici e su di esso sono stati raccolti i seguenti dati secondo le procedure indicate dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (Nisoria 2000, 2000) e il progetto PRISCO (INFS, 2002):
ora di cattura, transetto e rete
età, sesso
terza remigante
peso, grasso, muscolo
sviluppo placca, muta
- Per descrivere l’andamento della popolazione adulta negli anni è stato utilizzato un indice di abbondanza così calcolato:
i.a. = numero di soggetti adulti catturati
--------------------------------------------- x 100
numero metri rete x 12 sessioni
- La produttività annuale è stata espressa con un indice di produttività ottenuto come numero di giovani / numero adulti giovani (Volponi e Tenan, 2007)
RISULTATI


Elenco delle specie e numero di catture e ricatture nel periodo 2002-2007


DISCUSSIONE
- In totale sono stati catturati 1463 uccelli appartenenti a 32 specie delle quali 29 Passeriformi e 2 non-Passeriformi (tab. 1)
- Le ricatture sono state 78 di cui 75 autoricatture e 3 ricatture esterne.
- La specie più catturata è risultata la Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) con il 22.3% delle catture, a seguire Usignolo di fiume (Cettia cetti) Cannaiola verdognola (Acrocephalus palustris), Capinera (Sylvia atricapilla) e Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus).
- Per queste cinque specie sono state eseguite elaborazioni dei dati che ci hanno permesso di ricavare indici dell’andamento della popolazione adulta e della produttività.
- Dall’analisi dei dati relativi agli indici di produttività si possono riscontrare nel periodo di studio valori costantemente elevati per l’Usignolo di fiume e ugualmente elevati ma più variabili per la Capinera. Per contro Cannaiola, Cannaiola verdognola e Cannareccione riportano indici mediamente inferiori alle due specie precedenti.
- La differenza tra i due gruppi di specie dipende dal diverso rapporto giovani / adulti, condizionato a sua volta dal diverso comportamento delle prime (territoriali, con 2 covate annue) rispetto a quello delle seconde (migratrici,coloniali, generalmente con unica covata annua).
- Per quanto concerne le fluttuazioni della produttività di una determinata specie negli anni, ci proponiamo di verificare con maggiore precisione il condizionamento che le variabili meteorologiche possono avere su questo parametro. E’ noto infatti che intense precipitazioni abbassano la produttività provocando direttamente la morte dei pulli in seguito ad ipotermia o riducendo la densità di ditteri e quindi di alimenti importanti per la produzione delle uova e l’alimentazione delle covate.
- Dall’analisi dell’andamento della popolazione adulta negli anni si può osservare una certa stabilità in Capinera e Usignolo di fiume, mentre si nota una progressiva contrazione delle popolazioni di Cannaiola, Cannaiola verdognola e Cannareccione. Ipotizziamo che le cause di questa diminuzione nel tempo possano essere legate al lento ma progressivo interrimento dell’area di studio, che ha penalizzato le specie legate ai canneti inondati. Questa ipotesi è confermata dal fatto che nel 2007 con lo spostamento delle reti in una zona più ricca di acqua, il numero delle catture di Cannaiola e di Cannareccione è aumentato, mentre è sceso quello della Cannaiola verdognola, specie più adattata agli ambienti asciutti.
Per quanto concerne le altre specie più catturate, dall’analisi della tabella 1 si può notare che le catture di Martin pescatore, Usignolo e Merlo sono state abbastanza costanti negli anni. Per le due ultime specie tuttavia si è notato un brusco calo nel 2007 con tutta probabilità dovuto allo spostamento delle reti in una zona più lontana dalle aree boscate. Le catture di Migliarino di palude, e in particolare quelle di Passera mattugia e Passera d’Italia sono progressivamente diminuite nel tempo; viene quindi confermata nella nostra area una tendenza negativa riscontrata in molte località Europee.
LONGEVITA'
Durante il periodo di ricerca è stato possibile rilevare informazioni sulle longevità di alcune specie di passeriformi:
- Cannaiola AA46628 08/08/98 – 08/07/2007: 3256 giorni (circa 9 anni)
- Cannaiola K683301 08/07/1995 – 26/07/2003: (circa 8 anni)
- Capinera 07/07/2002 – 07/07/2006: 1461 giorni (4 anni)
- Migliarino di p. L584832 12/05/2000 – 20/05/2004: 1469 giorni (4 anni)
- Merlo S196164 16/03/2002 – 01/05/2006 : 1507 giorni (più di 4 anni)
- Cannareccione 10/08/2002 – 06/08/2005: 1092 giorni (3 anni)
DISPERSIONE E SPOSTAMENTI MIGRATORI
Il progetto PRISCO ha permesso di ricavare anche alcune informazioni sugli spostamenti migratori di alcune specie sulla base di ricatture esterne
- Cannareccione Z111196 in. Palude Brusà – Vallette il 13/08/2003 ric. Valli di Mortizzuolo (MO) il 26/04/2005 (622 giorni).Distanza in linea d’aria: 32,61 Km
- Usignolo di fiume AL87850 in. Palude Brusà – Vallette il 29/06/2003 ric. Valli di Mortizzuolo (MO) il 20/09/2003 (83 giorni). Distanza: 32,61 Km
-Cannaiola AN58901 in. Palude Brusà- Vallette il 14/08/2004 ric. Nonantola (MO) il 05/09/2004 (22 giorni) Distanza: 57 Km
- Cannaiola AP05660 in. Mirandola (MO) il 07/09/2002 ric. Palude Brusà – Vallette il 22/06/2003 (288 giorni) Distanza: 35 Km
- Cannaiola AN08700 in. Valli di Mortizzuolo (MO) il 30/06/2002; ric. Palude Brusà – Vallette il 06/07/2003 e il 13/06/2007 Distanza: 32,61 Km
-Cannaiola K683301 in. Palude del Busatello (MN) il 08/07/1995 ric Palude Brusà – Vallette il 26/07/2003 (2977 giorni) Distanza: 8 Km
BIBLIOGRAFIA
- Centro Nazionale di Inanellamento – I.N.F.S, 2002.- PR.I.S.CO Progetto Inanellamento Sforzo Costante.
-Nisoria 2000, 2000 – Programma per inanellatori – Istruzioni per l’uso. Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “Alessandro Ghigi”. Ozzano Emilia. Aprile 2000.
- Pollo R.,Ferrarese A., 2007 – La Riserva Naturale Palude Brusà – Vallette. Indagine naturalistica e storica sulle valli di Cerea. Provincia di Verona, Comune di Cerea, CereaBanca 1897, Associazione Naturalistica Valle Brusà.
-Svensson L.,1993 – Identification guide to European Passerines. British Trust of Ornithology Guide, Tring.
-Volponi S. e Tenan S., 2007 – Il Progetto di Inanellamento s Sforzo Costante (PRISCO) in Veneto: prime analisi e potenziali sviluppi. Poster presentato al VI° Convegno dei Faunisti Veneti. Legnaro (PD)
RINGRAZIAMENTI
- Un sentito ringraziamento va a tutti i membri dell’ Associazione Naturalistica Valle Brusà e in particolare a :, Paola Bonafini, Alberto Carli, Maurizio Curti, Lorella De Carli, Andrea Lista, Silvia Lunardi, Roberto Martini, Eleonora Masini, Maurizio Morosato, Paola Nadali, Eleonora Olivieri, Giorgio Rubele,Luigi Santoni, Maurizio Verdolini, per il loro aiuto nelle operazioni d’inanellamento e per il supporto logistico.
- Un ringraziamento particolare è rivolto al dr. Stefano Volponi, per i suoi preziosi suggerimenti e la sua disponibilità.
Il gruppo di lavoro all'Oasi Brusà aspetta fiducioso ....................