Airone cenerino – Airòn

Ardea cinerea

Caratteri distintivi

Si distingue dagli altri aironi per le grandi dimensioni, le parti superiori grigie, la testa e il collo bianchi, la banda nera di piume che dall’occhio termina, posteriormente, nella lunga e pendente cresta; le parti inferiori bianco grigiastre con un po’ di bianco ai lati. Becco grande, giallo; zampe brunastre. Il becco e zampe rosee durante la stagione della cova. I giovani hanno piumaggio grigio più uniforme senza nero sulla testa. Di solito se ne sta immobile, nell’acqua o nelle vicinanze, con il collo allungato o con la testa incassata fra le spalle. La silhouette in volo è caratteristica con la testa retratta e il lungo collo a formare un rigonfiamento, ali lunghe e arrotondate, piedi sporgenti dalla coda.

Voce

Un aspro e sonoro ‘raaa’; nel periodo della riproduzione emette una serie di note rauche e simili a guaiti.

Distribuzione generale

Piuttosto comune, nidifica in colonie più o meno grandi.

Habitat

Di solito nidifica su alberi alti; frequente in tutti gli ambienti con acque basse che possano fornire una sufficiente quantità  di cibo.

Alimentazione

XXXX

Riproduzione e uova

Uovo. Privo di segni, o talvolta con chiazze color rosso/bruno scuro/bianco; colore di fondo blu chiaro/verde blu. Superficie spesso con piccolissimi pori, non lucida. Forma subellittica/subellittica corta. Dimensioni 61 x 43 mm (52-70 x 39-50), peso 60 g (48-69). Assomiglia molto all’uovo dell’Airone rosso.

Distribuzione e presenza nella Riserva Naturale Palude Brusà Vallette

Questa specie è in espansione in tutta la bassa pianura veronese; nella riserva è presente durante tutto l’arco dell’anno ed è divenuto più frequente da quando è stato scavato un grande sguazzo nella Valle Brusà nel 1996. Nella stagione riproduttiva 2001 per la prima volta una coppia ha nidificato nel bosco ripariale delle Vallette; l’anno successivo qualche coppia ha nidificato negli arbusteti a Sanguinello nei pressi dello sguazzo in Valle Brusà e il numero di coppie è aumentato progressivamente negli anni fino ad arrivare ad almeno una  quindicina nel 2006. Nella stessa area ha iniziato a nidificare anche garzette e nitticore e si è formata una vera e propria garzaia; un evento atteso e importante per la riserva, per la sua spettacolarità e l’interesse naturalistico.
Roberto Pollo

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