Studi sugli anfibi: presentazione

Sono Silvia Lunardi, una giovane laureata in Scienze Naturali. Nel 1998 mi si è presentata l’opportunità di realizzare la tesi di laurea attraverso uno studio delle specie di anfibi presenti nella Palude Brusà di Cerea.

Qui rane e rospi si trovano a vivere in ambienti sempre più limitati, in vere e proprie “oasi” tra deserti di cemento e campi coltivati. Gli anfibi sono animali particolarmente sensibili agli inquinanti ambientali: la loro pelle è un mezzo per assorbire ossigeno dall’atmosfera. Si può quindi dire che attraverso la pelle essi “respirano” e questa loro caratteristica li rende molto vulnerabili verso eventuali sostanze nocive presenti nell’aria, nell’acqua e nel suolo.

Da qui l’importanza di uno studio che permettesse di capire meglio come questi animali si rapportassero all’ambiente Brusà e alle altre specie di anfibi in modo da rendere più mirate le scelte di gestione di questa oasi.

Il Dott. Mazzotti, studioso di anfibi e rettili e conservatore di zoologia presso il Museo di Storia Naturale di Ferrara, mi ha seguita e indirizzata per i due anni successivi di lavoro.
La ricerca aveva lo scopo di indagare cinque siti rappresentativi della palude, caratterizzati da diversa vegetazione, profondità dei corsi d’acqua adiacenti, vicinanza ad aree antropizzate. Per ogni sito si voleva, terminati i due anni ricerca, analizzare le specie di anfibi presenti, la convivenza o meno con altre specie, le relazioni esistenti con il tipo di habitat, l’evolversi della situazione in relazione a vari parametri climatici.

Le specie principali catturate sono state: la rana di Lataste, la rana verde, il rospo comune e il tritone punteggiato.

Ecco in breve alcune caratteristiche dei cinque siti scelti per la ricerca.
Il primo sito di campionamento è dominato da un vasto ed uniforme canneto caratteristico della Valle Brusà propriamente detta; il canneto è circondato da un fossato ed attraversato da canali.
Nel secondo sito domina invece un cariceto interrato che sfuma in canneto e nel terzo sito si trova un'area di passaggio tra un boschetto di pioppi ibridi e il cariceto. Il secondo e il terzo sito sono ubicati nel settore meridionale delle Vallette, la zona paludosa adiacente alla Valle Brusà e compresa tra i canali Canossa, Boldier e Fossà.
Il quarto sito si trova nel settore più settentrionale delle Vallette, nell'area adibita a pista ciclabile denominata "La Tombola"; si tratta di una zona pianeggiante un tempo soggetta a coltivazione di frumento e mais ed ora ricolonizzata dalla vegetazione spontanea. Il quinto sito, infine, è ubicato quasi all'estremità delle Vallette settentrionali ed è il più vicino all'abitato di Cerea.



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